L'Italia a confronto con gli altri paesi: quali nutrienti mancano più spesso alle donne?
Anemia, ferro, acido folico, calcio, vitamina D e iodio: come si collocano le donne italiane rispetto a quelle di Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Brasile e Polonia, e cosa c'entrano la dieta mediterranea e le abitudini di ogni paese.
In questo articolo
- Secondo l'OMS, nel 2023 il 16,4% delle italiane tra 15 e 49 anni aveva un'anemia: più di Francia, Germania, Spagna e Grecia, meno di Giappone, Brasile e Polonia, e molto meno della media mondiale del 30,7%
- Il ferro è il punto debole comune a quasi tutti i paesi; in Italia arriva soprattutto da pane e pasta, in Spagna da cereali e carne
- Le indagini nazionali usano metodi e valori di riferimento diversi, quindi differenze di uno o due punti tra paesi non vanno lette come una classifica
Secondo le stime dell'OMS per il 2023, il 16,4% delle donne italiane tra 15 e 49 anni aveva un'anemia, contro il 13,1% della Francia, il 14,0% della Germania, il 15,6% di Spagna e Grecia, il 15,0% del Portogallo e il 18,7% del Giappone [1,2]. La media mondiale era del 30,7% [1]. L'Italia sta quindi nella fascia bassa a livello globale, ma un po' sopra i vicini europei. Il ferro è il nutriente che ritorna in quasi tutti i paesi confrontati: in Italia il 95% delle donne tra 18 e 64 anni ne assume con la dieta meno dei 18 mg raccomandati [3]. Per acido folico e iodio, invece, le differenze dipendono molto dalle scelte di salute pubblica di ciascun paese.
Perché i confronti vanno presi con le pinze
Prima di guardare i numeri, conviene sapere cosa misurano. Alcune indagini, come Esteban in Francia, misurano valori nel sangue [4]. Altre, come la IV SCAI in Italia o ANIBES in Spagna, stimano quanto si mangia [3,5]. Anche i valori di riferimento cambiano: per il ferro una donna in età fertile ha 18 mg al giorno in Italia [3], 11-16 mg in Francia a seconda dell'abbondanza del ciclo [6] e 10,0-10,5 mg in Giappone [7]. Lo stesso piatto può quindi "bastare" in un paese e non in un altro. Infine, anni e fasce d'età non coincidono.
Per questo partiamo da un metro comune, la stima dell'anemia dell'OMS, e poi aggiungiamo quello che dicono le indagini nazionali, ricordando che non sono confrontabili alla lettera.
L'anemia come metro comune
L'OMS definisce l'anemia come un'emoglobina sotto 120 g/L, o sotto 110 g/L in gravidanza, e la stima per quasi tutti i paesi con un modello statistico [1].
| Paese | Anemia nelle donne di 15-49 anni (OMS, 2023) | Cosa dicono le indagini nazionali |
|---|---|---|
| Francia | 13,1% | 20% delle donne in età fertile con riserve di ferro esaurite (Esteban 2015) [4] |
| Regno Unito | 13,6% | farina di frumento non integrale arricchita per legge con acido folico da dicembre 2026 [8] |
| Germania | 14,0% | 55,9% delle donne di 18-44 anni con vitamina D sotto 50 nmol/L (DEGS1) [9]; 52% delle donne sotto il fabbisogno medio di iodio [10] |
| Portogallo | 15,0% | nessun dato su ferro nelle donne nelle fonti consultate |
| Stati Uniti | 15,0% | 17% delle ragazze di 12-21 anni con ferritina sotto 15 µg/L [11] |
| Spagna | 15,6% | assunzione mediana di ferro di 9,8 mg/die nelle donne (ANIBES) [5] |
| Grecia | 15,6% | nessun dato su ferro nelle donne nelle fonti consultate |
| Italia | 16,4% | 95% delle donne di 18-64 anni sotto i 18 mg di ferro raccomandati (IV SCAI) [3] |
| Giappone | 18,7% | assunzione media di ferro di 6,3-6,6 mg/die nelle donne di 20-49 anni (2024) [12] |
| Brasile | 21,3% | oltre l'85% della popolazione dai 10 anni con assunzioni insufficienti di calcio e vitamina D [13] |
| Polonia | 23,4% | 45% delle donne di 18-60 anni sotto il livello minimo di calcio [10] |
(Anemia: Global Health Observatory dell'OMS, tramite la Banca Mondiale [1,2]. Le altre colonne vengono da indagini con metodi e anni diversi.)
Tra Italia, Spagna, Grecia e Portogallo la differenza è di un punto o poco più. Con un modello che colma gli anni e i paesi senza misure recenti [1], sarebbe azzardato farne una classifica. Anche l'aumento stimato per l'Italia dal 14,1% del 2019 al 16,4% del 2023 [2] va letto con prudenza.
Il ferro, un problema condiviso
Che si guardi il sangue o il piatto, il ferro salta fuori ovunque. In Francia, Esteban trovava riserve esaurite nel 20% delle donne in età fertile [4]. Negli Stati Uniti, un'analisi dell'indagine nazionale NHANES trovava una ferritina sotto 15 µg/L nel 17% delle ragazze tra 12 e 21 anni, e sotto 25 µg/L nel 38,6% [11]. In Spagna solo il 17-27% delle donne raggiungeva i valori di riferimento, a seconda del criterio usato, contro il 57-77% degli uomini [5]. In Italia il 95% delle donne in età fertile mangiava meno dei 18 mg raccomandati [3].
Cambia invece da dove arriva il ferro. Nella dieta italiana la prima fonte sono i cereali, con il 34,2%, e in particolare pane e pasta, poi la carne con il 14,9% e le verdure con l'11,9% [3]. In Spagna i cereali e la carne sono ai primi posti, con quote simili [5]. È un tratto comune alla cucina mediterranea: molto ferro arriva da pane, pasta e legumi, cioè ferro vegetale, che si assorbe meno di quello di carne e pesce; la vitamina C e un po' di carne o pesce nello stesso pasto ne aiutano l'assorbimento, mentre i fitati di cereali e legumi lo frenano [14].
Il Giappone mostra quanto pesano i valori di riferimento: lì il riferimento per il ferro è più basso che in Europa, eppure l'assunzione media delle donne tra 20 e 49 anni, 6,3-6,6 mg al giorno, resta sotto [7,12].
L'acido folico, dove i paesi scelgono strade diverse
È il nutriente su cui pesano di più le scelte di ciascun paese.
Negli Stati Uniti, dal 1998 i prodotti a base di cereali arricchiti contengono 140 µg di acido folico ogni 100 g, e i CDC stimano un calo di circa il 28% di spina bifida e anencefalia [15]. Nel Regno Unito la farina di frumento non integrale sarà arricchita per legge da dicembre 2026, con 250 µg ogni 100 g, e il governo si aspetta un calo dei difetti del tubo neurale intorno al 20% [8].
L'Italia segue un'altra strada: l'acido folico 0,4 mg è in classe A e si ritira gratis in farmacia con la ricetta del medico curante [16]. Il problema, come mostrano i dati, è il momento in cui si inizia. Nella Sorveglianza Bambini 0-2 anni del 2022, la quota di madri che lo aveva assunto in modo appropriato, cominciando prima del concepimento, andava dal 21,4% della Sicilia al 41,6% del Veneto [17]. In Francia, dove il complemento viene prescritto dal medico o dall'ostetrica, nel 2016 aveva iniziato prima della gravidanza il 23,2% delle donne [18]: anni e metodi sono diversi, ma il quadro è simile.
Calcio e vitamina D
Per il calcio l'Italia ha un vantaggio culturale: latte, formaggi e derivati forniscono più di metà del calcio della dieta, e anche l'acqua ne dà il 12,6% [3]. Nonostante questo, l'84% delle donne adulte resta sotto il valore di riferimento italiano [3]. In Polonia una comparazione europea trovava un'assunzione media di 512 mg al giorno nelle donne tra 18 e 60 anni, con il 45% sotto il livello minimo [10]; in Brasile oltre l'85% della popolazione dai 10 anni in su aveva assunzioni insufficienti di calcio e vitamina D [13].
Per la vitamina D conta soprattutto la latitudine. In Germania, più a nord, l'indagine DEGS1 trovava sotto 50 nmol/L il 55,9% delle donne tra 18 e 44 anni, con valori più bassi da novembre ad aprile-maggio [9]. In Italia circa l'80% del fabbisogno viene dal sole [19], e nessun adulto raggiunge i 15 µg con la sola dieta [3]. Il confronto europeo conclude che la vitamina D è l'unica vitamina per cui l'apporto con il cibo è spesso basso nei paesi considerati [10]. Nella dieta italiana arriva soprattutto dal pesce, che ne fornisce il 32,3% [3].
Lo iodio, una questione di sale
Grazie alla legge 55 del 2005 e al sale iodato, l'Italia è oggi considerata iodosufficiente, ma la gravidanza resta una fase a rischio e mancano dati nazionali sulle donne incinte [20]. La Germania mostra cosa succede quando il sale iodato si usa poco nei prodotti industriali: solo il 9% del sale nei cibi trasformati era iodato secondo le ultime indagini di mercato citate dall'OMS Europa [21], e una comparazione europea trovava che il 52% delle donne tedesche tra 18 e 60 anni stava sotto il fabbisogno medio di iodio [10]. L'OMS Europa aggiunge che la maggior parte delle bevande vegetali che sostituiscono il latte non contiene iodio [21].
Cosa ci dice tutto questo sull'Italia
Rispetto ai vicini europei l'Italia ha una stima di anemia un po' più alta, e un'alimentazione in cui molto del ferro arriva da pane, pasta e legumi. Il calcio è sostenuto da latte e formaggi, la vitamina D dipende molto dal sole, lo iodio dal sale iodato, e per l'acido folico lo strumento c'è, gratuito, ma spesso si inizia tardi. I dettagli alimento per alimento sono nell'articolo quali nutrienti mancano alle donne in Italia.
Se hai mestruazioni molto abbondanti, una stanchezza che non passa o stai pensando a una gravidanza, parlane con il medico di famiglia, con il ginecologo o in consultorio. Un esame del sangue dice molto più di un confronto tra paesi.
Domande frequenti
Q1. Perché l'Italia ha più anemia di Francia e Germania se mangiamo così bene?
Le stime dell'OMS sono il risultato di un modello e le differenze tra questi paesi vanno da poco più di due a poco più di tre punti [1,2]. Una possibile spiegazione è che nella dieta italiana gran parte del ferro arrivi da cereali e verdure [3], che danno ferro vegetale meno assorbibile [14], ma i dati non permettono di dirlo con certezza.
Q2. Negli Stati Uniti mettono l'acido folico nella farina: allora lì non serve l'integratore?
Le regole sulla farina arricchita degli Stati Uniti [15] valgono per i prodotti venduti lì. In Italia l'ISS raccomanda 0,4 mg al giorno da almeno un mese prima del concepimento, gratis con la ricetta del medico [16,22].
Q3. Vivo all'estero: a quali valori di riferimento devo guardare?
A quelli del paese in cui vivi e alle indicazioni del tuo medico. I valori cambiano molto da paese a paese, come si vede per il ferro, da 10 mg in Giappone a 18 mg in Italia [3,7].
Q4. La dieta mediterranea protegge dalla carenza di ferro?
I dati non permettono di dirlo. In Spagna e in Italia, due paesi di tradizione mediterranea, le indagini trovano comunque molte donne sotto i valori di riferimento per il ferro [3,5]. Se hai sintomi o un ciclo abbondante, la cosa da fare è parlarne con il medico.
Fonti
Fonti (22)
- World Health Organization. Global Health Observatory: Anaemia in women of reproductive age (aged 15-49), prevalence (%). https://www.who.int/data/gho/data/indicators/indicator-details/GHO/prevalence-of-anaemia-in-women-of-reproductive-age-(-)
- Banca Mondiale. World Development Indicators: Prevalence of anemia among women of reproductive age (% of women ages 15-49), SH.ANM.ALLW.ZS, 2019-2023 (fonte: Global Health Observatory dell'OMS). https://data.worldbank.org/indicator/SH.ANM.ALLW.ZS
- Le Donne C, Ferrari M, Mistura L, et al. The National Food Consumption Survey IV SCAI: Nutrient Intakes and Related Dietary Sources in Italy. Nutrients 2026;18(1):88. https://www.mdpi.com/2072-6643/18/1/88
- Santé publique France. Esteban 2014-2016: chapitre dosages biologiques des vitamines et minéraux. 6 dicembre 2019. https://www.santepubliquefrance.fr/les-actualites/2019/esteban-2014-2016-chapitre-dosages-biologiques-des-vitamines-et-mineraux-pas-de-deficit-important-ou-de-carence-a-grande-echelle
- Samaniego-Vaesken ML, Partearroyo T, Olza J, et al. Iron Intake and Dietary Sources in the Spanish Population: Findings from the ANIBES Study. Nutrients 2017;9(3):203. https://eprints.ucm.es/70191/1/nutrients-09-00203 (1).pdf
- Anses. Dietary reference values for vitamins and minerals. 7 maggio 2021. https://www.anses.fr/en/article/dietary-reference-values-vitamins-and-minerals
- Health Longevity Net (Japan Foundation for Aging and Health). Ferro: funzioni e assunzione giornaliera, secondo i valori di riferimento giapponesi 2025. https://www.tyojyu.or.jp/net/kenkou-tyoju/eiyouso/mineral-tetsu.html
- GOV.UK. Folic acid. Aggiornato il 10 luglio 2026. https://www.gov.uk/government/publications/folic-acid/folic-acid
- Rabenberg M, Scheidt-Nave C, Busch MA, et al. Vitamin D status among adults in Germany – results from the German Health Interview and Examination Survey for Adults (DEGS1). BMC Public Health 2015;15:641. https://bmcpublichealth.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12889-015-2016-7
- Mensink GBM, Fletcher R, Gurinovic M, et al. Mapping low intake of micronutrients across Europe. British Journal of Nutrition 2013;110(4):755-773. https://www.cambridge.org/core/journals/british-journal-of-nutrition/article/mapping-low-intake-of-micronutrients-across-europe/3030D01830361125149A3BD9514F5A61
- Weyand AC, Chaitoff A, Freed GL, et al. Prevalence of Iron Deficiency and Iron-Deficiency Anemia in US Females Aged 12-21 Years, 2003-2020. JAMA 2023;329(24):2191-2193. https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2806540
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- Verly Junior E, Marchioni DM, Araujo MC, et al. Evolution of energy and nutrient intake in Brazil between 2008-2009 and 2017-2018. Revista de Saúde Pública 2021;55(Suppl 1):5s. https://scielosp.org/article/rsp/2021.v55suppl1/5s
- NIH Office of Dietary Supplements. Iron: Fact Sheet for Health Professionals. https://ods.od.nih.gov/factsheets/Iron-HealthProfessional/
- Centers for Disease Control and Prevention. Updated Estimates of Neural Tube Defects Prevented by Mandatory Folic Acid Fortification — United States, 1995–2011. MMWR 2015;64(1):1-5. https://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm6401a2.htm
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro (ItOSS). Infografica: acido folico. https://www.epicentro.iss.it/itoss/pdf/Infografica_acido_folico.pdf
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro. Sorveglianza Bambini 0-2 anni, indagine 2022: assunzione di acido folico. Aggiornato il 29 maggio 2025. https://www.epicentro.iss.it/sorveglianza02anni/indagine-2022-acido-folico
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- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro. Acido folico e folati. https://www.epicentro.iss.it/acido-folico/
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